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L'osteoporosi è frequente e rappresenta una delle cause più frequenti di invalidità tra la popolazione femminile ultracinquantenne, tanto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha considerato l'osteoporosi la seconda priorità sanitaria tra i paesi sviluppati.

Si stima che siano colpite dall'osteoporosi circa 75 milioni di donne in Europa, Giappone e Stati Uniti.
Sono circa 4 milioni le donne, in Italia, affette da Osteoporosi ed i costi diretti ed indiretti legati alla malattia ed alle sue complicanze superano i 2700 milioni di €/anno.
Dopo i 50 anni, 1 donna su 3 e 1 uomo su 8 sono a rischio di osteoporosi.

In Italia si verificano ogni anno 40.000 nuove fratture di femore, e, in più della metà dei casi, si ha la completa perdita di autonomia. Ogni anno, inoltre, 50.000 donne presentano una nuova frattura vertebrale, che rappresenta a sua volta un fattore indipendente di rischio di nuove fratture. Si instaura così un circolo vizioso che può portare, in pochi anni, ad un notevole deterioramento della qualità di vita.

In media, una donna di 50 anni ha il 40% di probabilità di presentare una frattura nel resto della sua vita ed il 17% di presentare una frattura di femore.
In Europa, ogni 30 secondi qualcuno ha una frattura a causa dell'osteoporosi.

Nel mondo occidentale il numero di persone che muoiono ogni anno a causa di una frattura di femore supera quello delle persone che muoiono di cancro dello stomaco o del pancreas.
Per le donne, nell'arco della vita, il rischio di morire a causa di complicazioni in seguito ad una frattura del femore equivale a quello di morire per il cancro al seno.
Il rischio di presentare, nel corso della vita, una frattura del femore supera la somma del rischio di presentare un tumore al seno, all'utero e alle ovaie.

Tale dato assume particolare importanze se si calcola che la mortalità per frattura di femore si aggira attorno al 20%, l'invalidità permanente totale attorno al 30% e la necessità di terapie riabilitative di lunga durata attorno al 20%.

L'osteoporosi colpisce prevalentemente il sesso femminile dopo la menopausa. La mancanza di ormoni sessuali (estrogeni), infatti, determina una riduzione di circa il 15-20% della densità ossea vertebrale nel giro di 5 anni.
Circa il 13% delle donne, infatti, tra i 50 e i 59 anni, soffre già di osteoporosi, percentuale che sale al 27% tra i 60 e i 69 anni di età ed al 41% tra i 70 e i 79 anni; dati che diventano ancora più allarmanti se si considera che il 40% delle quarantenni italiane si trova già in una condizione di osteopenia. Anche gli uomini non sono immuni da questo fenomeno. Sono osteoporotici l'11% di italiani di età compresa tra i 60 e i 69 anni ed il 18% degli ultrasettantenni; una situazione di osteopenia si riscontra a partire dai 60 anni in circa il 34%.

Il sesso maschile viene meno colpito in quanto presenta una struttura ossea più robusta per caratteristiche genetiche e durante il corso della vita non ha una marcata modificazione ormonale come accade alla donna in menopausa.

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